ORATORIO

FELICI, FELICI, DOVETE ESSERE FELICI!
ALLEGRI, ALLEGRI, DOVETE ESSERE ALLEGRI!

INTRO

Aveva capitolato.
Alla fine era sua, suo il cognome – Nome di Famiglia – che riconosceva anche le figlie. Rifiutato, alla fine si era imposto. Senza mezzi termini campeggiava nella intestazione della posta elettronica, dichiarava il MITTENTE come sulla lapide – da un Uomo all’Altro, da Padre a Marito passato e futuro si confondono in un presente già vissuto. Dèjà-vu, diresti, per non darsi arie.
Alla fine anche tu ti chiami come tua figlia, figlie – ti firmi anche come lei? Mater certa, ma ha senso confondere (non rompere) le acque?
Anche tagliare cordoni unisce, infine.

LABORATORIO

Il laboratorio di scrittura privata era in una struttura pubblica ma solo per sentito dire. Vedere per credere – predicava il padre – e ci munimmo di faccia tosta e spirito investigativo per trovare il bandolo.
Proprietaria era una antica matrona sapienziale tra la Parca e l’Erinni, una che nella vita aveva molto guardato dall’alto verso il basso – poco o niente dal basso verso l’alto come prescrive Meraviglia – Glenn Gould (pianista divino) – o anche il mio bambino. 
La Matriarca governava il suo Laboratorio pubblico e senza cavie animali in apparenza, con il piglio della didatta pensionata prona a luoghi comuni ma edificanti di sx e gerarchie di DX, quindi criptata alla sua coscienza. Si voleva bella e a parole se non egalitaria almeno antielitariacomunista restava una fiera ambizione fuori della Banca, e in inchiostro simpatico sulla carta più o meno rilegata.
Priva di orecchio, rielaborava a occhio chirurgico dal dizionario lemmi contro lemmi, paga di sé e della sua metrica, sorda al ritmo del suo interno, che è sempre senso.
Distribuiva, al (lab)oratorio, patenti e patentini, forte di auguste parentele e agganci nell’intellighenzia della cittadina di provincia – estrema – capitale di un paese capitombolato da millenni tra frutta e formaggio. 
L’ammazzacaffè lì non fa in tempo a uccidere i talenti più vivaci – nel nome di pace – tranquillità – camposantità. 
Avevo tutto da imparare.
Me ne andai in fretta, e senza salutare.

LEGENDA
SX = sinistra
DX = destra

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